Wing Chun
Il Wing Chun (Bella Primavera) nasce come arte marziale nel XVII secolo da una sintesi essenziale degli stili principali di Kung Fu praticati nel monastero di Shaolin.
Creato da Ng Mui, monaca buddista del tempio di Shaolin, inizia ad essere conosciuto grazie alla sua allieva Yim Wing Chun (da cui prenderà il nome ).
Si basa su movimenti essenziali e diretti che liberano una grande energia (Qi) vitale.
Concepito per essere applicato in ogni situazionne di combattimento, risulta essere estremamente efficace nella difesa personale (anche femminile) e per la salute del corpo. Stile agile, fluido, preciso e veloce di facile apprendimento, è alla portata di persone di tutte le età . E’' il perfetto punto di incontro tra Wai e Nei Chia, la scuola “dura†e “morbida†cinese.
La difficoltà di carattere oggettivo nel far conoscere il JU-JUTSU è dovuta all’'esistenza di molte scuole (RYU), ognuna delle quali ha proprie peculiarità . In occidente si è arrivati addirittura a classificare come JU-JUTSU qualsiasi amalgama di discipline marziali atte alla difesa personale.
In Giappone, tuttavia, tutti gli stili di JU-JUTSU sono accomunati dal principio che è racchiuso nel nome:
JU = flessibilità , adattabilità , gentilezza, leggerezza
JUTSU = arte (termine usato prettamente per le arti da guerra)
Noi studieremo una delle scuole più antiche:
HONTAI YOSHIN RYU
Questa scuola fu fondata nel 1600 da Oriemon Shigentoshi Takagi, secondogenito di Sazaemon Inatobi, depositario del clan di Osu-Shiraishi del Giappone del nord.
Da giovane il Maestro Takagi, conosciuto come Umon, studiò ed insegnò l’'arte della lancia (SOJUTSU) appresa da Danemon Muto della scuola Kyochi (Kyochi Ryu).
Si dice che Umon vendicò la morte di suo padre e poi cambiò il suo nome in Oriemon Shingentoshi “Yoshin Ryu†Takagi, includendo nel suo nome e nel suo stile di combattimento la filosofia del salice che si piega alle avversità , mentre di fronte alle stesse un albero rigido si spezza.
A lui successe Umanosuke Shigesada Takagi, che sviluppò tecniche a mani nude per controllare il nemico e che diede formalmente il nome allo stile Hontai Yoshin Ryu Ju-Jutsu.
Il terzo gran maestro dello stile, Gemoshin Hideshige Takagi, scambiò esperienze e tecniche con il quarto gran maestro del Kukishin Ryu bojutsu, affinando l’'arte del bastone lungo; da quel momento lo Yoshin Takagi, Kukishin Ryu viene insegnato come unico sistema.
In questa scuola si studiano come base l’'uso della Spada (Katana) e della Spada corta (Wakizashi).
La premessa filosofica dello stile dell’'Hontai Yoshin Ryu JU-JUTSU è espressa dal suo stesso nome:
HON = concreto, reale, vero.
TAI = corpo.
YO = salice.
SHIN = cuore, mente, spirito.
Ciò significa che dobbiamo adattare sempre il nostro corpo ed il nostro cuore alle avversità come il salice che si adatta alle tempeste senza spezzarsiâ€.
(Estratto dal sito www.hontaiyoshinrvu.it)
AIKIDO
L’'AIKIDO è un’'arte marziale tradizionale giapponese o più esattamente una Via marziale (Budo), – intendendo con ciò una disciplina spirituale – fondata dal Venerato Maestro Ueshiba Morihei nel periodo tra il 1925 ed il 1940, e resa pubblica soltanto negli anni ‘50. Ueshiba, considerato uno dei massimi esponenti del Budo di tutti i tempi, elaborò l’'Aikido dopo aver studiato profondamente varie scuole di combattimento evolutesi durante il medioevo feudale giapponese e tramandatesi fino all’'epoca attuale.
Il significato del nome Ai-Ki-Do è “Via dell’'Armonia dello Spiritoâ€. Definita “meditazione in movimento,†l’'attitudine promossa dall’'Arte è caratterizzata dalla ricerca della composizione armoniosa dei conflitti, quando non sia possibile prevenirli.
L’'energia del movimento deriva dalla capacità di ricondurre i gesti che compongono la tecnica ad un centro, che nel corpo umano corrisponde ad un punto posto sotto l’'ombelico: il seika tanden. Attorno a questo centro, la tecnica si svolge guidando l’'attaccante ad una situazione di controllo (d’'immobilizzazione a terra o di proiezione) che lo induca a rinunciare alle sue intenzioni aggressive. L'’Arte preserva un “sapore†tradizionale, anche grazie ad una caratteristica etichetta, intesa sia come forma di rispetto di sè e degli altri, sia come stimolo continuo alla presenza a sè stessi, “qui ed oraâ€.
La direzione tecnica del corso é tenuta da Fabio Marcotulli, sho-dan AIKIKAI del Giappone, presso il maestro TAMURA N. shi-han, che è stato allievo interno del venerato Maestro Ueshiba Morihei. Iscritto all’'associazione SHUMEIKAI ITALIA gemella di quella Francese fondata dal sensei Tamura.
Tai Chi Chuan Chen
Cenni storici sul Tai Chi Chen
Il Tai Chi Chuan è la boxe della sommità suprema, inteso come principio ultimo da raggiungere. E’' un metodo appartenente alla Nei Chia, ossia alla scuola morbida o interna. E’' per definizione uno stile interno, sia per l’'intenzione, che è l’'aspetto di forza energetica nel divenire, sia per l’'azione, che è l’aspetto esteriore, il moto. Nasce sul monte Wudang nella provincia dell’'Hopei, ad opera di Zhang San Feng durante il periodo della dinastia Song. Questo personaggio è riconosciuto come il fondatore dei principi del Tai Ji Quan ed è una figura avvolta nel mistero. Si dice fosse un eremita, la storia racconta diversi episodi della sua vita. Si narra che durante i temporali salisse sui monti per allenare le sue pratiche taoiste e per ricevere la concentrazione energetica naturale del momento, al fine di canalizzarla all’'interno e stimolare i centri energetici. Durante una meditazione Zhang San Feng venne disturbato dal frastuono prodotto dall’'azzuffarsi di una gru con un serpente. Vedendo i due animali che si attaccavano, si difendevano, schivavano e contrattaccavano, percepì un metodo naturale ed evoluto di combattimento, e adattandolo al movimento umano lo trasformò in un’'arte marziale. Da sempre i cinesi hanno cercato metodi per la difesa, codificando vari sistemi di arti marziali già prima dello sviluppo del famoso monastero Shaolin. Come lo Yin e lo Yang, i due animali erano in equilibrio, nessuno dei due era superiore all’'altro, e ambedue rispondevano con eguale energia. Secondo un’'altra leggenda, Zhang San Feng apprese in un sogno i principi che successivamente codificò in tecnica marziale, e dopo una meditazione sul movimento del cielo stellato intuì i movimenti che poi introdusse nello stile.
La prima scuola di Tai Chi Chuan
Chen Pin San, storico della famiglia Chen della quale faceva parte, dedicò allo studio della sua famiglia gran parte della propria vita. Scrisse che il codificatore o l’'iniziatore del metodo fu Chen Wang Ting, capostipite della famiglia Chen, vissuto intorno al 1600. Militare, visse in seno alla corte imperiale come generale a difesa dei territori dello Shandong. Dopo il rovesciamento dell’'amata dinastia Ming, avvenuto ad opera dei Ching nel 1644 circa, si ritirò nell’'Henan al nord della Cina, fondando il villaggio di Chen Chia Kou, dove riunì la sua famiglia e codificò il metodo Tai Ji Quan della famiglia Chen. Da qui in poi il metodo marziale diverrà conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, fino ad oggi, superando le barriere culturali e del tempo, un metodo che oltre ad essere arte marziale, è anche e soprattutto un’'arte di vita, che segue i ritmi naturali dell'’uomo e della natura. Un personaggio molto importante fu Chen Chang Xing, che ebbe molti allievi tra i quali Yang Lu Chan, il quale fondò la scuola Yang di Tai Chi Chuan. Chen Chang Xing visse a cavallo del 1800, si prodigò per insegnare il Tai Chi Chuan non solo all’'interno della sua famiglia, come era costume a quell’'epoca, e forse a lui si deve il programma della scuola come oggi noi lo studiamo.
La tecnica
Il cerchio è la rappresentazione grafica del moto perpetuo della continuità , si trasforma in idea di moto universale nel Tai Ji Quan, dove estrinseca i suoi principi nei concetti di Yin e Yang. Nell’'uomo il cerchio rappresenta la coordinazione tra mente e corpo. Il cerchio stesso è concepito come un metodo di ricerca per percepire e stimolare l’'energia interna. Il movimento prende continuità , la mente e il corpo si rilassano e la percezione degli stimoli si acuisce. Tutto il movimento del Tai Chi Chuan è una serie di rappresentazioni circolari, sia verticali che orizzontali, a cerchi piccoli o grandi, con la costante della continuità nella circolarità , necessaria per sciogliere le tensioni del corpo e acquisire padronanza nel movimento ed equilibrio. Da sempre, uno spunto di profonda ricerca per sviluppare l’'energia interna è costituito dalle tecniche dei Chan Ssu Jin, dette “del bozzolo di setaâ€: sono le tecniche che maggiormente rappresentano il moto circolare ascendente dell’'energia che il praticante di Tai Chi Chuan costantemente ricerca. La teoria dei cinque elementi si aggiunge alla pratica dei Chan Ssu Jin, per cui il corpo si muove nelle quattro direzioni principali partendo dal centro. Restare al centro, avanzare, indietreggiare, spostarsi a sinistra e a destra: questa è la base di lavoro nello spazio, che successivamente si definisce con il supporto di un particolare atteggiamento mentale e determinati principi. Un altro sistema di lavoro è dato dallo schema degli otto trigrammi, che definiscono gli otto principi sui quali si basa il bagaglio marziale relativo al contatto con l’avversario.'
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Programma di studio
La conoscenza del Tai Chi Chuan si basa essenzialmente su un aspetto fondamentale: l’'allenamento. Questo è indispensabile, è il messaggio stesso dell'arte. Attraverso l’'allenamento si ottiene il cambiamento desiderato, si mette in moto l’'alchimia interna del corpo. Il respiro e il movimento rilassano gli organi interni, mentre il corpo acquista forza e scioltezza. L’'armonia della circolarità lavora coordinando l'’intero corpo. Nella scuola del M° Chen Zheng Lei la base di lavoro è il movimento che armonizza l'interno (intenzione – energia – organi) con l’'esterno (volontà - corpo-– azione). Il tutto viene praticato e sviluppato nell’'ambito di un programma di studio così strutturato:
BASI TECNICHE:
Pu Fa Shi Len: tecniche di spostamento nelle cinque direzioni, secondo la teoria dei cinque elementi.
Chan Ssu Jin: cinque esercizi per muovere l’'energia circolare del corpo.Sono esercizi antichissimi e molto importanti per stimolare il movimento circolare in tutto il corpo, detti anche “esercizi del bozzolo di setaâ€: il movimento, infatti, avvolge il corpo come un filo tutto intorno, e lo rende carico di energia.
Tecniche base di Chi Kung proprie dello stile.
Tecniche di rilassamento e automassaggio.
FORME E ALLENAMENTI:
Lao Jia Hi Lu: è la prima forma che si studia nella nostra scuola. E' antica perché racchiude in sé le settantaquattro sequenze originali del metodo di Chen Chan Xing (1850 circa), giunte a noi attraverso il M° Chen Zao Pin e il M° Chen Fa Ke. Nella forma si studiano i passaggi e i movimenti originali collegati tra loro. E'’ il giusto equilibrio tra rilassamento mentale e fisico.
Applicazioni marziali dei vari movimenti e movenze di Fa Jin.
Studio del Tui Shou base e avanzato (spinta delle mani): tecniche di lavoro in coppia per riuscire ad individuare l’'energia propria e quella del proprio antagonista, e per evolvere il sistema fino a riuscire ad amalgamarsi con l’'altro in un’'unica energia avvolgente.
Chien, la nobile spada a due tagli studiata in una forma che esprime tecniche circolari e affondi, in posizioni che si alternano più dinamiche o più forti e statiche, e che esprimono l’'energia (Fa Jin) interna immettendola nell’'arma che poi la sprigiona.
Forma per lo studio e l’'approfondimento del movimento marziale e del Fa Jin: Lao Jia Her Lu o Pau Choy. Di livello intermedio, studia il Fa Jin in tutti i suoi aspetti. E'’ una forma per specialisti che possono ormai esprimere a pieno il vigore acquisito durante anni e anni di pratica.
A questo si aggiunge un programma individuale di livello avanzato, a completamento dell'’intero bagaglio tecnico-filosofico dello stile.
ANDREA LORI, INSEGNANTE TAIJIQUAN STILE CHEN
Nato a Roma nel 1964, già da bambino ha iniziato a coltivare, attraverso letture di libri come Hagakure e L’'Arte della Guerra, la sua curiosità verso le culture orientali in relazione alle arti marziali e alle figure leggendarie che le rappresentano, lo colpiranno molto alcune leggende relative alla cosiddetta “Rivolta dei Boxer†avvenuta in Cina tra il 1898 e il 1901.
Negli anni settanta il Kung Fu si affaccia nella sua vita attraverso l’'esplosione mediatica del mito Bruce Lee, ma l’'approccio che ha nelle palestre, sorte in fretta in quegli anni nella periferia sud di Roma in cui vive, in quelle poche lezioni che frequenta, gli appare troppo violento e privo dei principi di lealtà e coraggio che tanto lo affascinavano. La delusione è tale che ripiega in quello che tanti ragazzini della sua età praticavano senza dover oltretutto ricorrere all’'aiuto economico dei genitori: il calcio nel campo sotto casa.
Nel 1990, dopo parecchi anni (non solo fatti di calcio), si iscrive in una palestra in cui apprende il Ba Gua Quan, stile interno degli Otto Trigrammi, con il Maestro Stefano Zuccaro allievo del Gran Maestro Shin Dae Wong.
Dopo cinque anni e una splendida esperienza che lo porterà a prediligere in futuro gli stili interni di Kung Fu, conosce attraverso alcuni amici anch’'essi praticanti, la scuola del Maestro Michele Angelo Riolo, allievo e divulgatore del metodo Hung Kuen, stile esterno del Sud della Cina, del Gran Maestro Cheon Yee Keung.
La pratica sin dai primi anni gli insegna che quella del Kung Fu è una via difficile, non lineare, che come il corso di un fiume va percorsa senza opporre resistenza, con dedizione. Lo stile esterno e i suoi duri allenamenti rappresenteranno una sfida, e col tempo diventeranno gli alleati per acquisire maggiore conoscenza e consapevolezza di se stesso e delle proprie capacità .
Sempre col Maestro Riolo inizia la pratica di Taijiquan stile Chen, attraverso lo studio con il suo amico e collega Maestro Carlo Cangelosi, che studierà in Cina con il 19° discendente della Famiglia Chen, il Gran Maestro “Chen Zheng Leiâ€.
Dopo otto anni di pratica in cui allena i due metodi, decide di dedicarsi interamente al Taijiquan stile Chen, pratica alla quale riconosce di essere più vicino per le caratteristiche tecniche del movimento, in cui si identifica maggiormente.
Il primo incontro con Chen Zheng Lei, nel 1999 a Milano nella scuola di Cangelosi, sarà fondamentale per lui, conosce un uomo mite e di poche parole che ha in sè la quiete e la forza di una montagna. Ha la conferma di ciò che già i suoi insegnanti gli avevano trasmesso negli anni precedenti, e cioè che le parole e le concettualizzazioni contano poco nella pratica, capisce che l’'arte del movimento, così come definisce il Taijiquan, è qualcosa che appartiene a tutti noi, ma solo impegno e sacrificio eseguiti col cuore di chi non rincorre un fine possono far manifestare.
Vive a Roma e insegna Taijiquan stile Chen presso la Ass.Cult. “I Shen Chia K.F.†diretta dal Maestro Riolo.
Collabora con la Dott.ssa Elisabetta Corberi, psicologa e psicoterapeuta, in workshop di “Respirazione Olotropicaâ€, gruppi psicoterapici basati su tecniche di respirazione, nei quali è suo aiutante da diversi anni.
Attraverso studi pratici e teorici di Shiatsu (con la Dott.ssa Sabrina Chianelli) e Ayurveda (con la Dott.ssa Anita D. Rawandale) ha acquisito maggiore percettività sui punti energetici del corpo.
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Tai Chi Chuan Yang
Tai Chi Chuan o “Arte della divina saluteâ€; è il nome di un’'antica arte che affonda le sue origini nella concezione dualistica del pensiero cinese, che a sua volta origina dal Taoismo. Arte da combattimento appartenente alla NEI CHIA (scuola morbida: “come le nuvole spostate dal ventoâ€), nasce in antitesi alla WAI CHIA (scuola dura), ritenuta dai praticanti Nei Chia troppo dura, ossia troppo Yang per risultare in equilibrio. La definizione di arte da combattimento è restrittiva; i principi attraverso cui si esprime lo stile sono:
- La cedevolezza, “mai opporre forza alla forzaâ€;
- Il rispetto dell’'avversario;
- L’'utilizzo del Chi (energia vitale) durante la pratica ossia la canalizzazione dell’'energia nella tecnica.
È attraverso questi tre principi che il Tai Chi Chuan è diventato uno degli stili da combattimento più temuti. Anticamente il Tai Chi Chuan era conosciuto come CHUAN, ossia “Pugno di cotoneâ€, nel cui nome è insita l’'idea di dualismo (yin e yang), cardine fondamentale del taoismo. Infatti, la morbidezza del cotone rappresenta lo yin, la durezza del pugno lo yang. Un altro aspetto fondamentale di quest’'arte é quello medico. Attraverso il suo movimento lento e fluido, abbinato alla respirazione (Chi Kung), il Tai Chi Chuan riesce a far convergere il Chi (energia interna) in un determinato punto per praticare un automassaggio, utilizzato come terapia in diverse patologie: ansia, tensioni psicofisiche, stress, ipertensione, ulcera gastrica, tubercolosi, cardiopatie ed alcune malattie croniche. Praticare Tai Chi Chuan con il giusto atteggiamento mentale è come entrare in meditazione, in una situazione in cui fondiamo i principi taoisti di cielo e terra, dalla cui compenetrazione nasce l’'uomo. Agendo come medicina preventiva, il Tai Chi Chuan mette in atto il principio taoista dell'’immortalità , o meglio del vivere a lungo, in armonia con tutto, in modo da avere più tempo per percorrere la strada che conduce all’'illuminazione. Studi e statistiche effettuati recentemente presso il Centro di Medicina dello Sport di Pechino hanno attestato che, su un campione di 88 persone tra i 50 e gli 89 anni, i 32 praticanti di Tai Chi Chuan sono stati trovati in condizioni fisiche decisamente migliori rispetto ai non praticanti, in riferimento non solo a un quadro medico generale, ma anche all’'insieme delle funzioni metaboliche, cardiovascolari, respiratorie, del sistema osseo e articolare. L'’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità ) ha riconosciuto ufficialmente, dopo molteplici studi e ricerche, gli effetti benefici e salutari derivati dalla pratica del Tai Chi Chuan. Tutto questo, ma non solo, fa del Tai Chi Chuan – scuola Yang lo stile più praticato al mondo.
Cenni storici
Secondo la leggenda, il creatore fu il monaco taoista CHANG SAN FENG, nato nel 1240 verso la fine della dinastia Sung, e dichiarato immortale dall’'imperatore Chun Yu nel 459, dopo innumerevoli ma inutili ricerche del suo corpo. Le ipotesi su come Chang San Feng abbia dato vita allo stile Tai Chi Chuan sono diverse, ma vediamo invece la nascita dello stile partendo dai primi documenti scritti, e troviamo il nome di Chen Wang T’ing, capostipite della famiglia Chen, vissuto nel XVII secolo nel villaggio di Chen Jia Gou, grande personaggio al quale molte persone e la stessa famiglia Chen attribuiscono la creazione del Tai Chi Chuan. Ad avere, però, il merito della diffusione dello stile in Cina e successivamente nel mondo fu la famiglia Yang, iniziando da Yang Lu Chan (1799-1872 d.C.). A quel tempo i membri della famiglia Chen non accettavano allievi che non appartenessero alla loro famiglia. Yang Lu Chan si fece allora assumere come servitore dal maestro Chen Chang Hsing (1771-1853), e per molto tempo spiò gli insegnamenti del maestro, allenandoli segretamente di notte, finché fu scoperto. Chen Chang Hsing rimase stupito per l’'abilità dimostrata da Yang Lu Chan e decise di accettarlo come allievo. In breve tempo Yang Lu Chan divenne il miglior allievo di Chen Chang Hsing. In seguito fonderà una sua scuola a Pechino e inizierà la divulgazione popolare del Tai Chi Chuan. In questo periodo verrà sfidato da altri praticanti di arti marziali, ma nessuno riuscirà a batterlo, facendogli meritare il soprannome di “Wu Ti†che significa “senza rivaliâ€. Yang Lu Chan insegnò anche alla corte dell’'imperatore, ed è proprio in questo periodo che getterà le basi del Tai Chi Chuan stile Yang. Ebbe 3 figli, uno dei quali morì giovane. Gli altri due, Yang Ban Hou (1837-1892) e Yang Jian Hou (1839-1917) ebbero grande importanza nella divulgazione di questo stile. Il secondo dei due ebbe un figlio di nome Yang Cheng Fu (1883-1936), che senza dubbio è stato uno dei più grandi maestri di questo secolo. Egli viaggiò instancabilmente per tutta la Cina (fu il primo a diffondere il Tai Chi Yang al sud del paese, diffondendo lo stile e rendendolo il più praticato, prima in Cina, poi anche nel mondo). Teneva le sue lezioni pubblicamente, come forma terapeutica preventiva: l'’aspetto marziale rimase bagaglio di pochi allievi. Yang Chen Fu ebbe 4 figli tra cui Yang Zhen Duo nato nel 1926 caposcuola mondiale del Tai Chi Chuan Yang che è stato il primo Gran Maestro ad aprire all’'occidente. Yang Jun nato nel 1968 nipote di Yang Zhen Duo ed attuale responsabile delegato per l’'occidente dice:†spero che la nostra generazione, come le future, lavori come un’'unica identità facendo sì che lo stile Yang di Tai Chi Chuan risplenda con ancor maggior magnificenza nel firmamento delle arti marziali.
Personaggi:
Chang San Feng: monaco taoista nato alla fine della dinastia Sung (1247), dichiarato immortale nel 1459 dall’imperatore Chun Yu, considerato il creatore leggendario dello stile. Riveste per i taoisti la stessa importanza di Bodhidarma per i buddisti.
Ch’en Wang T’ing: visse verso la fine del XVII secolo. Capostipite della famiglia Ch’en, secondo molti il vero creatore dello stile.
Yang Lu Ch’an: (1799-1872) grande maestro creatore del Tai Chi Yang, iniziò la divulgazione popolare dello stile.
Yang Chien Hou: (1839-1917) figlio di Yang Lu Ch’an aiutò il padre nella divulgazione dello stile.
Yang Pan Hou: (1837-1892) figlio di Yang Lu Ch’an, aiutò il padre nella divulgazione dello stile.
Yang Ch’eng Fu: (1883-1936) figlio di Yang Chien Hou, uno dei più grandi maestri di questo secolo, codificò definitivamente il programma di studio dello stile rivedendo la forma originale del nonno Yang Lu Ch’an, continuando la divulgazione del Tai Chi Yang nel sud della Cina.
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Walter Santini
Il mio cammino nella conoscenza del movimento del corpo inizia nel 1969 quando all’'età di 6 anni inizio a studiare Danza Classica con Kiki Urbani, studio che mi ha portato a conoscere maestri di fama internazionale, ad avere una mia compagnia e a danzare nei più grandi teatri.
La passione per le Arti Marziali inizia ad esternarsi nel 1984 quando, per approfondire ed ampliare la mie conoscenze sul movimento del corpo, mi iscrissi alla scuola di Kung Fu di Paolo Cangelosi.
Proprio così io iniziai a praticare le Arti Marziali per cercare di ampliare i miei orizzonti coreografici studiando altre tecniche motorie.
Nella scuola di Paolo Cangelosi studiai diversi stili tradizionali e non: Wing Chun, Shaolin, Choy lee Fut, Hung Gar, Tan Lang,Tai Chi Chuan, ed ebbi la fortuna, attraverso stages e seminari di avere delle esperienze anche in altre discipline marziali che non fossero il Kung Fu.
Nel 1995 ho sentito la necessità di focalizzare la mia energia verso un solo stile e sono passato sotto la guida di Michele Angelo Riolo responsabile per il centro Italia dello stila Hung Gar della scuola del Maestro Chan Hon Chun, rappresentata ora nel mondo dal suo allievo: il Maestro Cheung Yee Keung.
Ho chiesto l’'autorizzazione per l'’insegnamento in una mia scuola visto che erano cinque anni che gia aiutavo nell'’insegnamento, e così inserii nella mia già esistente scuola di danza anche lo studio dello stile Hung Gar.
Nel 1997 ho frequentato presso l'’Istituto di Studi Superiori Paracelso un corso di medicina tradizionale cinese specializzando le tecniche manuali di massaggio, moxa, coppettazione e auricoloterapia caratteristiche di questo sistema.
Con la direzione tecnica di Michele Angelo Riolo insieme ad altri allievi avanzati ho aperto una sede a Roma chiamata I Shen Chia K.F. e proprio in questi anni mi viene riconosciuto il grado di Si Bak nella scala gerarchica dello stile Hung Gar.
Nel 2000, grazie agli insegnamenti di Claudio Mingarini Direttore Tecnico e responsabile del centro Yang Chen Fu Italia della Wu Tao K.K.F.A.C. e Direttore Tecnico Nazionale della International Yang Style Tai Chi Chuan Association sotto la guida del Gran Maestro Yang Zhen Duo ( 4^ generazione famiglia Yang) e del Maestro Yang Jun ( 6^ generazione della famiglia Yang e attuale caposcuola mondiale di questo stile ) ho iniziato la specializzazione del Tai Chi Chuan della famiglia Yang ottenendo l’'autorizzazione all’'insegnamento e alla divulgazione di questo grande stile.
Dal 2001 per quello che riguarda lo stile Hung Gar seguo la scuola del Maestro Yew Ching Wong a San Francisco allievo diretto del Gran Maestro Lam Cho.
Attraverso un esame internazionale ho conseguito il 4° livello nella pratica del tai Chi Chuan della famiglia Yang ed ho ricevuto il riconoscimento di istruttore certificato.
Attualmente mi occupo della divulgazione e dell’'insegnamento di queste arti attraverso le circoscrizioni, nei centri anziani, con corsi in scuole di arti marziali e attraverso l'organizzazione di viaggi che comprendono anche la pratica giornaliera del Tai Chi Chuan nell’'assoluto rispetto della tradizione che mi viene continuamente tramandata da questi grandi maestri.
Il programma di questa scuola si suddivide in varie stagioni di studio, e comprende lo studio di:
Forme a mano nuda.
Forme con armi.
Allenamenti tradizionali dello stile.
Tui shou.
Tao Ying ( ginnastica medica dolce, meditazione, rilassamento, Chi Kung ).
In modo graduale attraverso gli anni di pratica verrà introdotto il combattimento secondo il metodo Tai Chi Chuan.
Studio della difesa personale inerente lo stile.
Possibilità di partecipare a seminari nazionali tenuti dal Direttore tecnico nazionale Claudio
Mingarini e internazionali tenuti dal Maestro Yan Jun 4^ generazione famiglia Yang.
L’'insegnante Walter Santini è il responsabile tecnico del corso.
Kung Fu per Bambini e Ragazzi
Scuola I SHEN CHIA KUNG FU diretta dal SIFU Angelo Riolo
Istruttori responsabili : Alberto Serrano & Agnese Pini
Il corso si rivolge ad allievi tra i 5 e i 12 anni di età .
Il Corso propone l'’apprendimento del Kung Fu stile Hung Gar, come attività psicofisica completa: gli allievi seguiranno, infatti, un percorso tecnico adatto a sviluppare sia le capacità motorie e di coordinazione fondamentali nella fase di crescita che l’'autodisciplina e la concentrazione; il corso è inoltre un' ‘ottima base di partenza per essere successivamente introdotti nel corso degli adulti.
Il programma di studio è strutturato in 5 anni in cui gli allievi apprenderanno la tecnica generale dello stile, alcune delle forme base (sia a mano nuda che con le armi da allenamento) e lavoreranno con esercizi di coppia adatti alla giovane età .
Per tutta la sua durata, il corso prevederà esercizi motori e ginnici adatti ai bambini per sviluppare aspetti quali coordinazione, equiibrio e lateralità .
Saranno presenti momenti dedicati al gioco scelti in modo da essere ulteriori occasioni di allenamento e crescita.
Particolare attenzione sarà posta nel sottolineare e mostrare ai bambini l’'utilità e l’'importanza della concentrazione durante la lezione, della disciplina e del rispetto reciproco.
Durante il percorso di apprendimento sono previsti esami di verifica per stimolare gli allievi nell’'allenamento, e alcune nozioni della teoria dello stile riviste e presentate in forma facilmente assimilabile dai bambini.
Sono escluse le competizioni sportive e l’'agonismo.
DIFESA PERSONALE
il corso si svolge tutti i venerdì dalle ore 18,00 alle ore 20,00
Autodifesa, o difesa personale, è la capacità propria di saper gestire una disputa tra individui che, per svariati motivi, possono giungere ad uno scontro.
È molto diffusa l'opinione che la difesa personale sia solo un insieme di tecniche ed insegnamenti atti ad atterrare un avversario prima che sia lui a farlo, come si può vedere in alcune pellicole cinematografiche, confondendo l'autodifesa con lo street fighting. In realtà , la difesa personale comprende sia tecniche fisiche per la difesa dalle aggressioni, sia un profondo lavoro psicologico. È ovvio che per imparare a fondo e sfruttare nel modo giusto questi insegnamenti bisogna essere seguiti da istruttori.
Le attività rivolte al miglioramento della difesa personale sono molte. Si evidenziano:
* studio di arti marziali specializzate nell'autodifesa, quindi non sportive
* studio approfondito del corretto atteggiamento mentale
* controllo della paura e degli stati emotivi
Per quanto riguarda gli articoli dissuasivi come: spray e Taser, non ci sono prescrizioni particolari (anche se in Italia vi sono problemi legali nel porto e nell'utilizzo di questi dispositivi).
Per il possesso dell'arma le prescrizioni si fanno più severe. Infatti, è necessario il porto d'armi.
Il corso di difesa personale è aperto a tutti gli allievi dei corsi presenti in I Shen Chia e a partecipanti esterni, sia uomini che donne di qualsiasi età .
Ha durata di 8 mesi, da ottobre ad aprile, con frequenza di una volta a settimana il venerdì dalle 18,00 alle 20,00.
Gli incontri si tengono nella sede di Via P.Revoltella n. 165 Roma, zona Monteverde.
Pilates
Che cos’è il Metodo di J.H.Pilates ?
E’' un sistema innovativo di condizionamento fisico e mentale (MIND/BODY) evoluto dai principi originali di J.H.Pilates.
Si tratta di un allenamento che riesce ad aumentare la forza muscolare e quindi la tonicità senza tuttavia gonfiare la muscolatura.
Crea così un corpo longilineo e tonico con gambe snelle e addominali piatti.
Obiettivi:
1) Costruire muscoli “lunghi†e articolazioni agili
2) Sviluppare addominali forti per costruire una “cintura di sicurezza†in grado di proteggere la schiena
3) Migliorare il rapporto tra mente e corpo garantendo un generale benessere
4) Rallentare i processi d’'invecchiamento migliorando la mobilità articolare, la massa magra e la densità ossea
5) Consentire a tutti un allenamento sicuro.
A chi è rivolto ?
Alle lezioni di Pilates possono partecipare tutti: atleti di sport specifici, ballerini, attori, giovani, anziani in particolare osteoporotici, persone con patologie varie alla colonna vertebrale ( cervicale, ernia del disco, ecc.), donne in gravidanza.
Ognuno di essi verrà indirizzato sul tipo di lezione più adatto alle proprie esigenze e ciascuna categoria di persona riceverà , anche in una lezione di gruppo, un trattamento personalizzato che tenga conto non solo delle caratteristiche fisiche ma anche degli obiettivi specifici.
Tipologie di lezione:
Lezioni di MATWORK PILATES, ossia lezioni di gruppo eseguite al suolo con o senza piccoli attrezzi specifici (soft ball, flex ring, roller, bosu, etc.).
Lezioni di REFORMER PILATES, sui grandi attrezzi chiamati appunto Reformer. Questi attrezzi sono in grado di dare sia assistenza al movimento sia una resistenza che crea quella tonificazione in allungamento muscolare di cui sopra.
Lezioni di PERSONAL TRAINING, ossia lezioni individuali sia di Matwork ( eseguite al suolo) sia sulle grandi macchine (Trapeze/Chair/Barrel/Reformer), attraverso cui si otterranno i migliori risultati rispondenti alle esigenze individuali.
Quanti pilates esistono al mondo?
Il Metodo Pilates non è un allenamento nuovo , risale al 1920, anno in cui il suo fondatore†PILATES†lo sviluppò in America (USA).
In Italia è arrivato solo 10 anni fa, tuttavia nel mondo negli anni dopo la morte di Pilates sono nate tantissime scuole di formazione più o meno vicine al metodo originale e più o meno serie.
Esiste un organo internazionale che tutela la qualità dell’'insegnamento del metodo (P.M.A. Pilates Method Alliance), tuttavia il diffondersi del metodo fa proliferare gli insegnanti improvvisati. Pertanto è fondamentale che i clienti si affidino ad insegnanti seri e qualificati che possano esibire una CERTIFICAZIONE ottenuta attraverso corsi e tirocini da una scuola INTERNAZIONALE, infatti solo la professionalità , sinonimo di qualità , sarà una garanzia di risultati soddisfacenti.
PRINCIPI DI BASE di J.H.Pilates
1) Concentrazione: “Studiate attentamente, eseguite la base della tecnica lentamente. Seguite con attenzione le indicazioni con occhio ad ogni dettaglio.
2) Controllo: Bisogna controllare il corpo e non essere alla sua mercede
3) Centrando: Gli addominali sono il centro del movimento
4) Movimenti fluidi: “Movimenti fluidi che provengono da un centro forteâ€
5) Precisione/Allineamento: “Concentratevi sui movimenti corretti ogni volta che fate gli esercizi, se non avrete un’'esecuzione corretta li farete scorrettamente.
6) Respirazione: “Incrociate i polmoni come si torce un asciugamano. Nel tempo tutto il corpo sarà rinvigorito con ossigeno puro, dai piedi alle dita della mano, come il calore del radiatore scorre ad ogni termosifone della casaâ€.
PRINCIPI FONDAMENTALI DEL MOVIMENTO
della metodologia di Polestar® Education
1) Stabilizzazione
2) Mobilizzazione
3) Dissociazione
4) Stabilizzazione dinamica
5) Rieducazione funzionale
PRINCIPI DI BASE DEL METODO POLESTAR®
1) Respirazione: organizzazione del tronco con inspirazione ed espirazione
2) Allungamento assiale e controllo del tronco
3) Organizzazione del cingolo scapolare: morbidezza nella mandibola, nella gola, nel collo, nelle spalle e ampiezza attraverso il petto.
4) Articolazione della spina dorsale
5) Allineamento delle estremità inferiori e superiori e sostegno del peso
6) Integrazione del movimento (consapevolezza del movimento)
PRINCIPI DI BASE INTEGRATI
I sei principi di base possono essere integrati diventando così dodici:
RESPIRAZIONE: organizzazione del tronco con l’'inspirazione e l’'espirazione
RILASSAMENTO nella mandibola, gola, collo e spalle; ampiezza nelle clavicole e nella parte superiore del collo
ALLUNGAMENTO ASSIALE con integrazione di profondità , ampiezza e lunghezza del tronco
CORE CONTROL attivazione del diaframma pelvico e degli addominali profondi
MOBILITA’ TORACICA su tutti i piani
MOVIMENTO DELLA SCAPOLA depressione, adduzione, elevazione e abduzione
INTEGRAZIONE DELLE COSTOLE E DELLE PELVI
MOVIMENTO DELLE PELVI SU TUTTI I PIANI
DIREZIONE DELLO SGUARDO per facilitare il movimento della colonna in flessione e in estensione
ROTAZIONE E FLESSIONE LATERALE DELLA COLONNA
TRASFERIMENTO DEL PESO DEL CORPO SUGLI ARTI INFERIORI
DISTRIBUZIONE DEL PESO DEL CORPO SUGLI ARTI SUPERIORI
METODO
Di fronte ad ogni individuo è necessario individuare:
obiettivo del cliente
obiettivo dell’'istruttore sul cliente
rilevamento di eventuali traumi personali del cliente = sicurezza degli esercizi
Individuazione dei principi di base maggiormente adatti alle sue esigenze
Individuazione del principio fondamentale che ne è alla base
Costruzione degli esercizi idonei rispetto all'’obiettivo e ai principi scelti
Analisi delle modifiche degli esercizi onde adattare gli stessi al cliente
Costruzione di una sequenza idonea che rispetti sia le priorità fisiche del cliente sia i livelli di difficoltà degli esercizi
Stabilire come insegnare gli esercizi
Dunque ciascun esercizio può subire delle modificazioni, tuttavia è necessario che il principio che lo sottende rimanga invariato.
Posizione neutra della colonna
La tecnica originale Pilates insegnava la cifosi lombare, tuttavia le nuove tecniche hanno dimostrato che il mal di schiena migliora rispettando la posizione neutra: in questa posizione il paziente deve sentire le scapole sul pavimento, deve inoltre sentire l’'allineamento tra il collo ed il torace ; la pos. neutra della zona lombare è sicuramente quella più difficile da far percepire in quanto si tende o ad accentuare la lordosi o ad annullarla del tutto, appiattendo la schiena al pavimento.
Per questo il Metodo Polestar® Pilates è adatto a diverse tipologie di persone:
Soggetto con lombalgie – Ernia del disco ( in fase non acuta) – Cervicale, – Scoliosi ,– Sciatica, – Osteoporosi, – Artrosi.
La scuola che in Italia rispetta tali parametri è POLESTAR PILATES ITALIA, – di cui io faccio parte.
Direttore Tecnico Claudia Pelliccia
Laureata presso l’'Accademia Nazionale di Roma
Polestar® Pilates Certified Matwork Teacher
Polestar® Pilates Certified Studio Teacher
Membro dello staff tecnico Polestar® Pilates Italia
Riconosciuta da P.M.A.
KENDO
(via della spada)
Studiando il modo di usare la spada, è possibile lavorare per formare il carattere e trovare la padronanza di sé.
La nebbia dell’'ego ci impedisce di entrare in armonia con chi ci sta di fronte durante il combattimento e nella vita.
La pratica della via della spada porta chi sa cercare a superare lo scontro e a trovare quello che viene chiamato inochi no iaritori, l’'incontro.
IAIDO
(via dell' estrazione della spada)
Nello Iaido, in particolare, si approfondisce il momento dell' estrazione della spada,
quel momento in cui la determinazione, che scaturisce dall’'assenza di ego,
coglie l’'avversario di sorpresa.
ZAZEN
(meditazione stile Zen – Scuola Rinzai)
Lavorare con pazienza e costanza per cercare quella posizione del corpo e quel ritmo del respiro per cui, finalmente, la mente si acquieta e la chiarezza diventa possibile.